Total Linux – è nata una nuova rivista dedicata a Linux

23 12 2007

Una nuova pubblicazione nel panorama editoriale dedicato a Linux… ehmm… si si avete ragione… una rivista sembrerebbe OT in Linux Desktop, invece vi garantisco che c’è una certa attinenza e presto capirete il perché.

La settimana scorsa mi trovo a gironzolare all’interno del terminal – partenze – dell’aeroporto di Ancona, quindi penso bene di dare una sbirciatina all’edicola per verificare come fosse esposto Linux in confronto alle altre riviste del settore informatico e devo ammettere che sono rimasto positivamente colpito dal fatto che nel lineare centrale fosse presente un settore interamente dedicato a Linux ed oltretutto posizionato ad altezza occhi… meraviglioso!

Osservando l’espositore mi accorgo che c’è qualcosa di diverso tra le note pubblicazioni dedicate a Linux ( Linux MagazineLinux ProLinux & C. ), guardo meglio e noto con piacere una copertina mai vista prima – Total Linux – provo subito una certa gioia a vedere una nuova nata sotto il segno del pinguino e decido quindi di comprarla senza indugi.

Una volta rientrato a casa, mi “strabacco” sul divano a gustarmi la nuova scoperta… ed è a questo punto che mia figlia guardando la pagina dell’editoriale che stavo leggendo, dice: “papà guarda… guarda, una foto tua”. Io non capendo a cosa si riferisse gli chiedo: “come hai detto?” e lei indicando con un dito la schermata sotto all’editoriale mi ripete: “non vedi? questa è la foto del computer tuo, quella che sta in internet” – allora guardo con attenzione la schermata in questione e noto che c’è sul desktop un file che mi è familiare, il mio caro VECC_XORG:CONF ed a questo punto spinto dalla curiosità accendo il laptop, apro Iceweasel, vado sul mio blog alla sezione “Linux Desktop” e raggiungo il post “Linux desktop 3D” – ora non ci sono più dubbi, infatti scorrendo l’articolo sino in fondo è possibile vedere le varie schermate degli effetti 3D in Ubuntu Edgy, tra cui c’è anche quella in questione.

Cosa dire… innanzi tutto la memoria visiva di mia figlia che ha 6 anni è nettamente superiore alla mia, poi vorrei aggiungere con un certo orgoglio, che per quanto poco possa valere la mia schermata, comunque è stata scelta (dal consulente editoriale Fabio Valenza) come immagine rappresentativa di Linux, quindi questo mi gratifica “un bel pò”. Concludo invitando i miei amici ad acquistare (oltre alle pubblicazioni sopracitate) anche questa nuova rivista perché a parte l’immagine dell’editoriale, che appunto… è stupenda 🙂 , offre veramente molti spunti interessanti per l’uso di una Linux box, con articoli divisi per argomenti e supportati da esempi esaustivi e di facile comprensione… insomma… cosa aspettate? correte a comprarla!

p.s. Visto che alla fine il post non era proprio del tutto OT 😉

Toonik

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Enlightenment E17 Desktop

10 06 2007

Certo che di acqua sotto i ponti ne è passata da quando Enlightenment era il window manager di Gnome, tanto che oggi sarebbe riduttivo definirlo tale e il termine più appropriato per riferirsi ad E17 è “Desktop Shell”.

In sintesi, E17 è un ambiente grafico talmente curato nell’aspetto, da essere considerato – a ragione – una forma d’arte (non a caso è facile imbattersi in opere realizzate da sviluppatori di E17 su Deviantart).

Come ovvio, in questi casi la cosa migliore per capire di cosa stiamo parlando, è quella di installare tutto il necessario e vedere di persona quanto sia curato ed attraente un desktop E17. Oggigiorno non è più un problema installare E17 in Linux ed ora vedremo come farlo con Debian.

Per raggiungere il nostro scopo, dobbiamo per prima cosa aggiungere i repository di E17 nel file /etc/apt/sources.list in questo modo…

diventiamo root con:

$ su [invio]

password: [invio]

poi apriamo il file dei repository:

# gedit /etc/apt/sources.list [invio]

ora aggiungiamo la seguente riga:

deb http://debian.alphagemini.org/ unstable main

deb http://debian.alphagemini.org/debian/ unstable main

deb http://edevelop.org/debian unstable main

deb http://edevelop.org/pkg-e/ubuntu edgy e17

salviamo e chiudiamo.

Adesso preleviamo la chiave necessaria ad autenticare il repository appena aggiunto:

$ wget http://xsm.alphagemini.org/files/archive_key.asc [invio]

$ wget http://www.alphagemini.org/files/archive_key.asc [invio]

$ wget http://lut1n.ifrance.com/repo_key.asc [invio]

e procediamo con la sua acquisizione:

# apt-key add archive_key.asc [invio]

# apt-key add repo_key.asc [invio]

Bene ora siamo pronti, quindi aggiorniamo la lista dei pacchetti disponibili con:

# apt-get update [invio]

ed infine procediamo con l’installazione vera e propria:

# apt-get install e17 e17-extras [invio]

Finito, al prossimo riavvio potrete selezionare dal login manager il fantastico E17… sarà un vero piacere per gli occhi !

Per i soliti impazienti è possibile vedere qui una delle mie schermate.

Toonik





Metisse Desktop in Debian Etch

25 05 2007

Visto il successo ottenuto nei confronti di mia moglie con il desktop 3D di Beryl (sono riuscito a fargli fare… WOW), ho pensato di riprovarci con Metisse. Cosa è Metisse ? Metisse è qualcosa di diverso da tutto ciò che attualmente esiste, infatti pur essendo un sistema a finestre 3D, esso non vuole essere un desktop 3D, ma piuttosto un tool adatto a realizzare un tipo di ambienti desktop innovativi.

Comunque ora vedremo come installare sulla cara vecchia Debian questo entusiasmante ambiente in cui le finestre si possono ruotare a destra a sinistra (per par condicio), inclinare piegare e manipolare in ogni modo!

1… 2… 3… VIA

Prima di tutto è necessario soddisfare le dipendenze, quindi apriamo Synaptic ed installiamo i pacchetti sottoelencati tutti insieme:

libstroke0-dev
libpng3-dev
libc6-dev
libreadline5-dev
librplay3-dev
libxmpi4-dev
libxft2-dev
libxrender-dev
fvwm-icons
libexif-dev
libavformat-dev
libgtk2.0-dev
libcv-dev
libavahi-core-dev
libcoin40-dev
libavahi-compat-libdnssd-dev
libgl1-mesa-dev
libglut3-dev
libjasper-dev

Appena terminato il processo di installazione, andiamo nel sito ufficiale del progetto: http://insitu.lri.fr/metisse

e dalla sezione download, scarichiamo i 2 archivi compressi necessari allo scopo: NUCLEO e METISSE.

nota: io ho scaricato l’ultima versione dei tarball nel formato tar.bz2, ma voi potete scegliere quello che desiderate

apriamo adesso un terminale ed iniziamo con lo scompattare nucleo:

$ tar xjvf nucleo-0.6.tar.bz2 [invio]

poi entriamo nella cartella appena creata con:

$ cd nucleo-0.6 [invio]

ed eseguiamo la preconfigurazione:

$ ./configure --prefix=/usr --disable-qt [invio]

se non otteniamo errori procediamo pure con il make:

$ make [invio]

adesso è necessario diventare root:

$ su [invio]

password: [invio]

ed infine per completare il processo di installazione, eseguiamo:

# make install [invio]

Bene… ora che il sistema è pronto, procediamo all’installazione di Metisse scompattando il relativo tarball con:

$ tar xjvf metisse-0.4.0-rc4.tar.bz2 [invio]

spostiamoci nella cartella creata dalla decompressione eseguendo:

$ cd metisse-0.4.0-rc4 [invio]

e procediamo con la configurazione come fatto in precedenza per nucleo:

$ ./configure --prefix=/usr --enable-glx-x86 --enable-freetype --with-x [invio]

anche in questo caso se non riscontriamo errori, procediamo alla compilazione con il classico make:

$ make [invio]

terminata la fase di compilazione, diventiamo root con:

$ su [invio]

password: [invio]

e finalmente installiamo Metisse con il comando:

# make install [invio]

Uff… è stata dura ma adesso potremo goderci gli strabilianti effetti di Metisse.

Per iniziare direi di loggarci da utente normale nella sessione di emergenza, che ci accoglierà con una scarna ma sufficiente schermata vuota in cui è possibile solo (solo!) usare un terminale.

nell’unico terminale disponibile scriviamo:

$ xterm & [invio]

in modo da ottenere un secondo terminale, quindi nel primo digitiamo:

$ Xwnc -ac -geometry 1280x800 :1 [invio]

nota: in questo caso io ho inserito i valori giusti per il mio laptop, ma ovviamente voi dovete mettere i parametri adatti alla vostra risoluzione

e nel secondo è sufficiente eseguire:

$ metisse-start-fvwm [invio]

Godiamoci pure il frutto del nostro lavoro 🙂

Per gli impazienti si può vedere di cosa si tratta… seguendo questo link.

Buon divertimento e fatemi sapere se vi siete trovati a vostro agio in questo nuovo ambiente.
Toonik





Beryl su Debian Etch

28 02 2007

Oggi vorrei parlare della mia distro preferita, per illustrare come abilitare gli ormai irrinunciabili effetti 3D del desktop anche sulla cara vecchia Debian. La procedura adottata è stata da me testata su un P4 2.400 con 512 MB di RAM ed una vecchia scheda video ATI Radeon 9600.

Detto questo sappiate che gli effetti ottenuti con 5 minuti di lavoro sulla mia Debian, hanno fatto sbiancare dall’invidia un mio caro amico – che con il suo nuovo laptop da € 1.400 fornito di Vista, Aero & C. – non è riuscito a fare neppure un decimo degli effetti che ho realizzato io con un computer di 5 anni fa !!!

Bando alle ciance … si parte :

Prima di tutto apriamo un terminale e logghiamoci come ROOT

poi apriamo il file /etc/apt/sources.list e facciamolo apparire in questo modo (notare il repository beryl-svn):

—————————————————————————————————————————————————

deb http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian/ unstable main contrib non-free

deb-src http://mi.mirror.garr.it/mirrors/debian/ unstable main contrib non-free

deb http://download.tuxfamily.org/3v1deb debian-unstable beryl-svn

—————————————————————————————————————————————————

possiamo fare semplicemente un copia-incolla e salvare.

ora è necessario importare la chiave gpg del repository beryl-svn con:

wget http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg -O- | apt-key add - [invio]

di seguito aggiorniamo la lista dei software con:

apt-get update [invio]

e lanciamo il comando synaptic per andare ad installare i pacchetti necessari, che nel nostro caso sono:

beryl
beryl-core
beryl-manager
beryl-plugins
beryl-plugins-data
beryl-settings
beryl-settings-bindings
emerald
emerald-themes
emerald-themes-extra
libberyldecoration0
libberylsettings0
libemeraldengine0

N.B. se usiamo KDE al posto di Gnome, dobbiamo sostituire “emerald” con “aquamarine”

Ora apriamo il file /etc/X11/xorg.conf ed aggiungiamo le seguenti 2 righe nella sezione Section “Device”:

—————————————————————————————————————————————————

Option "XAANoOffscreenPixmaps"

Option "AddARGBGLXVisuals" "On"

—————————————————————————————————————————————————

poi in fondo allo stesso file, inseriamo la sezione Section “Extensions” come compare sotto (anche qui un bel copia-incolla e non ci pensiamo più):

—————————————————————————————————————————————————

Section "Extensions"
Option "Composite" "Enable"
EndSection

—————————————————————————————————————————————————

Bene, ora salviamo il file e riavviamo l’ambiente grafico.

da ora in poi possiamo decidere di avviare il gestore 3D digitando in un terminale beryl-manager, oppure aggiungere all’avvio automatico della sessione /usr/bin/beryl-manager .

FATTO! Questo è tutto e… mi raccomando, fate sbiancare qualcuno anche voi 🙂

Potete vedere alcune schermate qui

Toonik





Linux desktop 3D

24 12 2006

La personalizzazione del proprio desktop è una delle cose più importanti per un utilizzo piacevole ed efficiente del computer, ma purtoppo la maggior parte degli utenti windows e mac, essendo abituati a non poter scegliere, non si renderanno neppure conto di cosa stia parlando.
Fortunatamente, per gli utenti Linux invece, la situazione è nettamente migliore ed a seconda dellle esigenze, si può decidere di adottare un approccio minimalista con un “window manager” ultraleggero come Fluxbox, oppure un completo “desktop manager” come Gnome, o ancora un “ambiente 3D” con effetti di transizione e trasparenze stupefacenti.
In questa occasione, visto e considerato che l’ installazione e la configurazione dei “window manager” e dei “desktop manager” standard è banale, ci occuperemo degli “ambienti 3D”.

Quanto descritto necessita dei seguenti prerequisiti :
1) Ubuntu edgy correttamente installata
2) connessione internet attiva
3) scheda video ati-radeon

Si parte :

Installazione dei driver dai repository Ubuntu

innanzitutto apriamo un terminale ed acquisiamo i privilegi di amministratore
$ sudo -s [invio]
password [invio]

facciamo il backup del file sources.list
# cp /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list.BKP [invio]

apriamo il file sources.list
# gedit /etc/apt/sources.list [invio]

aggiungiamo alcuni repository, copiando le righe necessarie nel file sources.list

deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy main restricted multiverse universe
deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy main restricted multiverse universe
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-updates main restricted multiverse universe
deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-updates main restricted multiverse universe
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy universe
deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy universe
deb http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-backports main restricted universe multiverse
deb-src http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-backports main restricted universe multiverse
deb http://security.ubuntu.com/ubuntu edgy-security main restricted multiverse universe
deb-src http://security.ubuntu.com/ubuntu edgy-security main restricted multiverse universe
deb http://security.ubuntu.com/ubuntu edgy-security universe
deb-src http://security.ubuntu.com/ubuntu edgy-security universe
deb http://ubuntu.beryl-project.org/ edgy main


scarichiamo ed importiamo le chiavi gpg per i repository beryl:

$ wget http://ubuntu.beryl-project.org/root@lupine.me.uk.gpg -O- | sudo apt-key add - [invio]

$ wget http://ubuntu.beryl-project.org/quinn.key.asc –quiet -O - | sudo apt-key add - [invio]

ed ora aggiorniamo apt
# apt-get update [invio]

facciamo il backup del file xorg.conf
# cp /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg.conf.BKP [invio]

installiamo tutto il necessario
# apt-get install xserver-xorg-driver-ati xorg-driver-fglrx xorg-driver-fglrx-dev linux-restricted-modules-$(uname -r) [invio]

creiamo un collegamento simbolico per OpenGL
# ln -s /usr/lib/dri /usr/lib/xorg/modules/dri [invio]

quindi carichiamo i moduli ed aggiorniamo la configurazione di xorg.conf
# depmod -a [invio]
# aticonfig --initial [invio]
# aticonfig --overlay-type=Xv [invio]
# modprobe fglrx [invio]

controlliamo che il modulo fglrx sia presente in /etc/modules per essere caricato all’ avvio
# gedit /etc/modules [invio]

verifichiamo anche che venga usato fglrx come driver della scheda video
# gedit /etc/X11/xorg.conf [invio]

nella sezione “Device” deve essere impostato il driver “fglrx” come dall ‘esempio
Section "Device"
Identifier "ATI Technologies, [modello]"
Driver "fglrx"
BusID "PCI:1:0:0"
EndSection

riavviamo ed eseguiamo un test per l’accelerazione 3D
# fglrxinfo [invio]

L’output del comando dovrebbe essere
display: :0.0 screen: 0
OpenGL vendor string: ATI Technologies Inc.
.
.

attenzione : se al posto di ATI vediamo scritto Mesa, qualcosa non ha funzionato !

Installazione dei driver ATI proprietari

in questo caso, prima di iniziare è necessario procurarsi i driver ATI ufficiali

poi apriamo il file /etc/default/linux-restricted-modules-common e cambiamo la riga:

DISABLED_MODULES=" "

in

DISABLED_MODULES="fglrx"

se abbiamo i vecchi driver, dobbiamo rimuoverli, per farlo è sufficiente aprire Synaptic ed effettuare una ricerca con il termine fglrx.

di seguito digitiamo nel solito terminale:

# dpkg-reconfigure xserver-xorg [invio]

all’inizio della procedura scegliamo ati e lasciamo invariato tutto il resto.

riavviamo il computer.

quindi da un terminale, dopo avere acquisito i privilegi di amministratore, digitiamo:

# apt-get install gcc-3.3-base gcc-3.4 module-assistant build-essential debhelper fakeroot dh-make debconf libstdc++5 [invio]

se necessario, cancelliamo i vecchi file *.deb in /usr/src/ :

# rm /usr/src/fglrx-kernel*.deb [invio]

adesso andiamo a creare i pacchetti:

# chmod +x ati-driver-installer-8.32.5-i386.run [invio]
# LANG=C LC_ALL=C ./ati-driver-installer-8.32.5-i386.run --buildpkg Ubuntu/edgy [invio]

n.b. ovviamente il numero della versione del driver potrebbe differire!
ora installiamo i pacchetti creati:

# dpkg -i xorg-driver-fglrx_8.32.5-1_i386.deb [invio]
# dpkg -i fglrx-control_8.32.5-1_i386.deb [invio]
# dpkg -i fglrx-kernel-source_8.32.5-1_i386.deb [invio]

di seguito compiliamo il modulo del kernel:

# m-a prepare [invio]
# m-a update [invio]
# m-a a-i fglrx [invio]

nel caso l’ultimo comando crei dei problemi, digitiamo:

# dpkg -i fglrx-kernel-source_8.32.5-1_i386.deb [invio]
# m-a build fglrx [invio]
# m-a install fglrx [invio]
# depmod -a [invio]

ora eseguiamo la configurazione del server X.org:

# aticonfig --initial [invio]
# aticonfig --overlay-type=Xv [invio]

per finire, apriamo il file xorg.conf con :

# gedit /etc/X11/xorg.conf

e nella sezione Device, assicuriamoci che ci sia come driver “radeon”

Section "Device"
Identifier "ATI Technologies, [modello]"
Driver "radeon"
BusID "PCI:1:0:0"
EndSection

mentre in fondo allo stesso file, appena prima della sezione DRI, aggiungiamo :

Section "Extensions"
Option "Composite" "Disable"
EndSection

riavviamo il computer e dal terminale verifichiamo che il direct rendering sia presente

# glxinfo | grep rendering [invio]

ora, se la stringa “direct rendering” è settata a “Yes” – significa che il 3D funziona, quindi digitando:

# fgl_glxgears [invio]

dovremmo vedere degli ingranaggi che ruotano fluidamente

installazione di beryl ed xgl

installiamo tutto il necessario con apt
# apt-get install beryl beryl-core beryl-plugins beryl-plugins-data beryl-settings beryl-manager emerald emerald-themes xserver-xgl [invio]

configurazione Beryl ed XGL

creiamo uno script che ci permetta di scegliere di far partire una sessione con xgl+beryl
# gedit /usr/local/bin/startxgl.sh [invio]

al suo interno scriviamo:

#!/bin/sh
Xgl -fullscreen :1 -ac -br -accel glx:pbuffer -accel xv:pbuffer &
sleep 4
export DISPLAY=:1
exec gnome-session

ed ora rendiamolo eseguibile

# chmod +x /usr/local/bin/startxgl.sh [invio]

creiamo anche il file di sessione xgl
# gedit /usr/share/xsessions/xgl.desktop [invio]

al suo interno scriviamo

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Xgl
Comment=Start an Xgl Session
Exec=/usr/local/bin/startxgl.sh
Icon=
Type=Application

per far partire beryl in automatico all’avvio di ubuntu andiamo su Sistema > Preferenze > Sessioni > Avvio programmi > ed inseriamo nel riquadro :
/usr/bin/beryl-manager

possiamo riavviare il computer e quando arriviamo alla schermata di login clicchiamo su :Opzioni > Seleziona sessione, ed impostiamo la sessione xgl
(per sicurezza solo per questo avvio).
Bene, ora siamo pronti per divertirci con il cubo ed i numerosi effetti grafici di beryl. 🙂

In caso di problemi …..

nell’ eventualità che X non si avvii, premiamo Ctrl+Alt+F4, inseriamo nome utente e password, e poi:

$ sudo dpkg-reconfigure xserver-xorg

un wizard ci guiderà nella riconfigurazione del server grafico, e selezionando vesa come driver, dovremmo riuscire perlomeno a riavviare una interfaccia grafica.

ps: dimenticavo ….. questo è il risultato : http://picasaweb.google.com/toonik/SchermateLinux

3D worldBruciaExposèFlexSelectorFluids

Se poi tutto ciò non dovesse bastarvi, guardate cosa è riuscito a fare questo quà … altro che Vista !

Toonik