Linux e la musica

30 11 2007

Una sera torno a casa ed appena salutate la mia “regina” e la mia “principessa” accendo lo stereo, inserisco un cd musicale, ed improvvisamente si diffonde nell’aria un piacevole sound pop-rock – subito mia figlia apre le danze e mia moglie per non esser da meno… inizia a ballare pure lei – a quel punto non potevo tirarmi indietro e quindi, via alle danze… sembravamo una famiglia di matti 😉 . Dopo un pò di “casciara” l’appetito inizia a farsi sentire e ci mettiamo a tavola.

Mia moglie mi dice: proprio bello questo disco, non l’ho mai sentito prima, è nuovo? chi è che canta?

Ed io: ehmm è un mio amico, o meglio è la band di un mio amico… si chiamano i First e l’album On the road, è il loro primo lavoro pubblicato sotto una licenza libera chiamata “Creative Commons” che consente a chiunque di scaricare ed ascoltare il disco, il tutto nel rispetto della legalità e totalmente gratis.

A questo punto mia moglie incredula dice: “non è possibile che un disco così bello sia gratis”

Ed io ancora: “si che è possibile, non tutti mettono il denaro ed il profitto al primo posto nella vita… per fortuna”

Poi lei si sofferma a riflettere, mi guarda e dice: “si in effetti anche Linux è gratis, ed è meglio di …”

Io: appunto!

Insomma per farla breve questi ragazzi hanno donato il loro lavoro alla collettività ed io per ringraziarli di questo ho deciso di realizzare il sito istituzionale della band “a gratis” ( già fatto! ) , ma soprattutto ho promesso loro che li avrei aiutati nell’impresa di pubblicare il disco su Jamendo che è il più importante engine di musica libera che esista al mondo. Ed è qui che iniziano i grattacapi, in quanto le cose da fare sono diverse e non sempre si sa come farle… da qui l’idea di rendere pubbliche le informazioni necessarie a quanti vogliano seguire l’esempio dei First – e spero siano in tanti –

Come da (mia) consuetudine il lavoro è stato svolto con una distribuzione Debian-based, ma in questo caso, vedrete che è assolutamente indifferente.

Bene, prima di iniziare è necessario aver bene in mente cosa si vuol pubblicare, quindi dovreste già aver deciso la lista dei vostri brani, e tanto che ci siete cercate di decidere per tempo anche il tipo di licenza con cui registrare le vostre opere. Infatti dovete sapere che la licenza Cretive Commons è un copyright flessibile, quindi potete decidere liberamente quali diritti concedere ai vostri utenti e quali no. A questo scopo vi segnalo i seguenti link:

Cretive Commons
Cretive Commons Italia
Scegli la licenza

Una volta deciso il tipo di licenza, provvedete alla registrazione (ovviamente gratuita) su Jamendo

A questo punto siete pronti per il vostro primo upload, ma prima una premessa: su Jamendo è possibile trasferire i brani 1 alla volta, oppure un intero cd musicale in un sol colpo; detto questo io consiglio il sistema più complicato (ma và), cioè quello dell’invio dei file 1 ad 1. Questo perché vi consente libertà di azione, come per esempio la possibilità di verificare la correttezza dei metadati contenuti nel brano ed eventualmente di modificarli. A tale scopo potreste utilizzare Easytag che è installabile con un semplice:

# apt-get install easytag [invio]

Con Easytag potete aggiungere o modificare diversi tag, tra cui:
1)Titolo
2)Artista
3)Album
4)Anno
5)Traccia
6)Genere
7)Compositore
8)Diritti d’autore
9)certificato

Bene, una volta inseriti tutti i metadati correttamente, passiamo alla conversione dei brani in un formato adatto allo scopo; a questo proposito è bene ricordare che su Jamendo è possibile uploadare (questa la aggiungiamo allo Zingarelli) file audio nei seguenti formati:WAV, AIFF o FLAC – io ho usato FLAC, ed anche in questo caso, per raggiungere lo scopo possiamo fare affidamento su un programma dal facile utilizzo tipo soundconverter e per installarlo un altrettanto semplice:

# apt-get install soundconverter [invio]

N.B. fare attenzione al fatto che la conversione non abbia alterato i tag della traccia, nel qual caso effettuate le operazioni in ordine inverso.

Ok ci siamo quasi… è tutto pronto, manca solamente il programma adatto ad uploadare (a ridaglie) i brani su Jamendo, il quale a dire il vero consente anche upload da interfaccia web, ma onestamente dopo alcuni tentativi miseramente falliti ho optato per l’utilizzo del (consigliato) Iamloader e… boom, al primo tentativo obiettivo raggiunto! Quindi installiamolo:

Jamloader non necessita di una vera e propria installazione, in quanto trattandosi di uno script Python, è sufficiente lanciarlo da un terminale… l’unico problema potrebbe sorgere da qualche dipendenza mancante, ma questo lo vedremo dopo, per ora procediamo al download dell’archivio, ed alla sua decompressione con:

$ tar xzvf jamloader-3.0.3.tar.gz [invio]

poi entriamo nella cartella appena ottenuta dalla decompressione

$ cd jamloader-3.0.3 [invio]

ed infine lanciamo il programma con:

$ python jamloader3.py [invio]

se state usando una Ubuntu 7.10, ed invece di avviarsi l’interfaccia grafica di Jamloader, vi compare un messaggio di errore tipo questo:

[error] 2: You need PyQt4 to run jamloader! (No module named PyQt4)

non vi impressionate perché è semplicemente la dipendenza non soddisfatta a cui mi riferivo prima, e si risolve con:

# apt-get install pyqt4-dev-tools [invio]

Adesso lanciando da un terminale:

$ python jamloader3.py [invio],

otterrete una bella finestra di login come questa

Adesso caricare i vostri brani su Jamendo sarà veramente un gioco da ragazzi, ed alla fine sarete fieri di aver contribuito anche voi alla diffusione della musica su questo pianeta 🙂

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